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La mia vita in breve

Sono nato a Molfetta nel 1963. Lì ho frequentato le scuole: l'elementare Cesare Battisti, la media Savio ed il liceo Scientifico che all'epoca non aveva nome ed era ospitato nella fabbrica di San Domenico. Nel 1982 mi iscrissi all'Università di Bari, facoltà di Farmacia, corso di laurea in Chimica e Tecnologia Faramceutiche. Oltre a sostenere il numero di esami previsti, aggiunsi al mio curriculum l'esame di Statistica della facoltà di scienze, che superai a pieni voti. Negli ultimi anni di Università mi incominciai ad interessare, contemporaneamente, alla spettroscopia di Risonanza Magnetica Nucleare (NMR in inglese) ed alla programmazione. Le due cose andavano assieme perchè la maggior parte dei programmi che avrei scritto servivano proprio a manipolare, interpretare o a simulare i dati NMR. In seguito avrei trovato anche il tempo di scrivere cose come Chitarrella. Mi laureai il 29 febbraio 1988 con una tesi su alcuni nuovi composti del platino che mi era capitato di preparare. Il mio relatore era Giovanni Natile, che poi sarebbe diventato, fra le tante cose, presidente della Società Chimica Italiana.

Dopo la laurea incominciai a girare l'Italia. Il servizio militare lo iniziai a Fano per proseguirlo a Bologna e poi a Bari. Nel frattempo iniziai il dottorato di ricerca, senza troppa convinzione. Infatti non lo terminai. Appena possibile me ne andai a lavorare alla Menarini di Firenze, la prima industria farmaceutica d'Italia. Lì divenni uno spettroscopista NMR a tutti gli effetti, all'interno del reparto "Ricerche Chimiche". Per farmi ulteriormente specializzare, nell'estate del 1991 la Menarini mi mandò all'Università di Oxford dove rimasi per quattro mesi, impegnato in uno stage nel dipartimento di Biochimica, nel gruppo di ricerca del compianto prof. Ian Campbell.

Tornato in Italia, mi sposai con Cecilia ed andai ad abitare a San Giovanni Valdarno (AR). L'anno seguente mi resi conto che non riuscivo a conciliare la mia vita familiare con l'impegno nell'AGESCI, dalla quale uscii a malincuore: infatti ero entrato nell'associazione vent'anni prima, prima che ASCI ed AGI si fondessero. Nell'ottobre 1992 decisi di scrivere un nuovo programma per l'elaborazione di spettri NMR, chiamato SwaN-MR, molto più corposo dei miei precedenti sforzi. La mia intenzione era quella di commercializzarlo. Scriverlo non fu facile, ma ci riuscii in pochi mesi. Venderlo si rivelò impossibile. L'internet non era diffuso come oggi e quindi era difficile raggiungere i potenziali clienti. Inoltre SwaN-MR per funzionare aveva bisogno di un Macintosh abbastanza potente, ed in pochissimi ne avevano uno. Non riuscii a venderne neanche una copia. Siccome era l'unico programma su cui mi piaceva lavorare, me lo portai in Menarini che ne divenne proprietaria. In seguito la Menarini ed io lo distribuimmo gratuitamente in tutto il globo e ciò fece di me una piccola celebrità. Sono stato invitato a tenere conferenze all'ETH di Zurigo, all'FMP di Berlino, nelle Università di Santiago de Compostela, Bari, Napoli e Venezia. Attualmente sono in contatto, tramite LinkedIn, con circa 800 scienziati.

Nel 1995 divenni padre di Maria Luisa. Nel frattempo continuavo a lavorare alle versioni successive di SwaN-MR, fino a quando la Apple non annunciò un suo nuovo sistema operativo, Mac OS X, sul quale SwaN-MR non poteva più funzionare. Nel 2001 lasciai perdere la programmazione e mi comprai un sassofono contralto, anche se non sapevo come si suonasse. Entrai a far parte del Concerto Comunale di San Giovanni Valdarno che mi accolse a braccia aperte e mi insegnò a leggere la musica ed, in parte, a suonarla. Nel frattempo continuavo la mia attività di ricerca, facendo la spola settimanalmente fra la Menarini ed il CERM. Per due anni sono stato anche professore a contratto dell'Università di Firenze.

iNMR

Nel 2005 tornai alla programmazione con l'idea più ambiziosa e fortunata della mia vita, chiamata iNMR. Si tratta di un programma completamente nuovo, ma funzionalmente simile all'ormai defunto SwaN-MR. All'inizio la differenza principale era che SwaN-MR funzionava solo sui vecchi Mac (OS 9) ed iNMR solo su quelli nuovi (OS X). Il nuovo nome si rifaceva all'iMac ed all'iPod (l'iPhone era ancora lontano dal nascere). Questa volta, grazie all'aiuto fondamentale dei miei amici della Mestrelab ed alla fedeltà dei vecchi utenti di SwaN-MR, ce la feci per davvero. Nel 2006 fondai la Nucleomatica, lasciai la Menarini e la Toscana e tornai a Molfetta dopo 18 anni. Da allora in poi iNMR non ha mai smesso di crescere e migliorare. Dal 2012 esiste anche una versione per Windows. Alla fine del 2016 iNMR può contare su oltre 2000 clienti in tutto il mondo.

Arrivato a Molfetta, per qualche anno continuai a suonare il sassofono nella banda Angelo Inglese, purtroppo sempre meno attiva. In pratica ho smesso di suonare. In compenso, prima divenni blogger, poi ho fondato una associazione dedicata agli scacchi. Nel 2012 mi iscrissi a due concorsi per insegnare nella scuola media: uno per Matematica e Scienze e l'altro per Tecnologia. Ho dovuto dare sette prove, tutte superate, quasi sempre col massimo dei voti. Alla fine dovevo scegliere quale delle due materie insegnare e sapete già quello che ho scelto.
Sono diventato professore di ruolo il 1° settembre 2015 nella scuola Baldacchini-Manzoni di Barletta. Entrando a far parte della Pubblica Amministrazione, ho dovuto rinunciare alla mia attività di imprenditore ed ho ceduto la Nucleomatica a Cecilia, che ha garantito una felice continuità. iNMR è sempre più apprezzato ed il suo successo commerciale non accenna a diminuire.

iNMR reader

Se vendiamo tante copie è perchè poche persone al mondo hanno abbastanza passione per la matematica ed abbastanza competenza da mettersi a scrivere un programma del genere. Altrimenti ognuno si scriverebbe il suo! Questo è un ottimo motivo per imparare la matematica: permette di divertirsi e di guadagnare allo stesso tempo. Quasi tutte le persone che conosco non hanno bisogno della matematica per lavorare, almeno non di quella che si impara alla scuola media: gli basta e avanza quella che si studia all'elementare. C'è anche molta gente che si vanta di non capirla e tanti ragazzi cui purtroppo non piace. Leggo in giro che bisognerebbe rendere più divertente l'insegnamento della matematica. Non sono d'accordo per tre motivi. Il primo è che la matematica è già la materia più bella di tutte. Il secondo è che la matematica più interessante è anche quella più difficile. Il terzo è che sono talmente tanti anni che si spera di renderla più attraente, senza esserci mai riusciti, che evidentemente il compito è irrealizzabile, a meno di non operare una rivoluzione ancora più vasta. Scuola dell'obbligo e matematica attraente sono due concetti inconciliabili. La cosa più utile sarebbe rinunciare alla scuola media unificata, ma non credo che ci sarà mai la volontà politica per farlo. Pertanto reputo che bisognerebbe rendere la matematica una materia facoltativa, come già accade con la Religione.

La Matematica non è un argomento, è un metodo. Un argomento può essere volgarizzato ed adattato ad una scuola di massa; un metodo no. E' chi impara che deve adattare la propria mente al metodo che si propone di imparare. Chiunque può imparare qualsiasi cosa, ma non è detto che voglia farlo. Di certo, non è necessario che lo faccia, visto che il 90% dei mestieri che fanno funzionare la nostra società vengono svolti egregiamente da persone che non hanno competenze matematiche.

Ovviamente consiglio a tutti di studiare quanta più matematica possibile, perchè schiude innumerevoli sbocchi, molto più di altre discipline. La mia vita lo dimostra: non sono mai rimasto nè disoccupato nè precario ed ho sempre potuto scegliere che lavoro fare e che lavoro lasciare. Si dice che la scuola non funziona più da ascensore sociale. In realtà studiare è più utile che mai, perchè di gente preparata in giro ce n'è pochissima. La scuola italiana è in grado di fornire una preparazione solida a quegli alunni che la richiedano. Lo so che sembra assurdo. Da quanto ho esposto, è chiaro che una scuola di massa, preoccupata di non lasciare indietro nessuno, non può anche garantire a tutti la qualità ed il successo. Per fortuna questo lo intuisce anche un ragazzo di 11 anni. Quando comprende che deve puntare tutto sulla propria curiosità e sulla propria forza di volontà, allora quello di cui avrà bisogno lo riuscirà a trovare anche nella scuola attuale. Purtroppo famiglie, alunni e, a volte, anche dirigenti e padagogisti, non credono abbastanza nel valore dello studio. Sono erroneamente convinti che si debba abbassare l'asticella delle difficoltà mentre il mondo in cui viviamo richiede l'esatto contrario.

se vuoi approfondire il discorso ...

NMR on a Mac

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